lunedì 14 marzo 2011

(...continua) tutto è di corsa ma il giovedì io mi astengo!

E dopo un cappuccino al California,inseguendo i raggi di sole di una Milano particolarmente placida, ho sostato su quella panchina a rendermi conto che anche avvicinandosi al centro ci sono piccoli rifugi,come ampolle che filtrano tutto e lasciano permeare solo il sereno.
Un giorno sono andato a prendermi un caffè con Mirko e guarda caso ci siamo messi a discutere proprio del valore della pausa che questa miscela alla caffeina trattiene in sè.
Il nostro background è decisamente diverso,io arrivo da una città di mare al sud di questa penisola e lui è abbastanza più a nord; mi dice:
-Io non sopporto tutta questa lentezza,insomma un caffè è un caffè,quanto ci vuole a berlo!-.
Non a caso io son rimasto su quella panchina con il mio cappuccino per un quarto d'ora minimo a gustare non solo l'aroma del caffè/latte ma a prendermi quel tempo che è il valore della pausa,con i respiri più lunghi.

ed è proprio con questa pausa lunga che mi sono accorto di quello che avevo attorno:esiste anche altra gente che ha dipinto il giovedì con l'arancione ed esce a cercare di non pensare a niente.
Nella frenetica Milano sembrano ricordare in pochi che lo standard rimane alto se si stacca la spina ogni tanto.
E poi la città racconta non solo con eventi e serate,spot abbaglianti e riflessi sui tubini impaillettati; il tempo determina cambiamento ovunque.E crea spunti!

Milano offre contrasti assurdi come ad esempio il tetto innovativo dell'asilo che contrasta i mattoni rossi della cattedrale.Ma le piogge hanno coperto di verde anche quelli oltre alle vetrate.C'è una strana relazione cromatica involontaria.


E poi l'albero storto,la seduta dei veri cultori del relax urbano!

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